INTERVISTA ALLA SCRITTRICE ANNA MELFI
Biografia:
Anna Melfi, nata il 14 Febbraio 1996, è attualmente studentessa in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica. Fin da piccola amante del mondo fantastico, dal quale le idee prendono forma dando vita a storie surreali. Di dedica alla scrittura, determinata a realizzare il suo sogno nel cassetto.
Perché hai cominciato a scrivere?
La scrittura è una passione che mi accompagna da sempre. Da piccola amavo trasformare le mie idee in racconti e scrivevo perché avevo l’opportunità di creare una realtà alternativa, in cui ogni cosa era possibile. Era un modo per evadere dalla quotidianità e da un mondo in cui, a volte, non mi rispecchiavo. Crescendo ho realizzato di voler condividere con gli altri questa mia “realtà”, nella speranza che possa essere una piacevole via di fuga, che conduca però alla riflessione.
C’è un’immagine nella tua memoria che ricollega al momento in cui hai deciso di voler diventare scrittrice?
Si, scorrendo a ritroso nel tempo, mi viene in mente l’immagine di me da bambina, che in un pomeriggio d’inverno, decisi di voler scrivere un libro. “Sapientemente” scelsi di procurarmi un fascio di fogli A4 che piegai a metà. Perfezionai poi il dorso, con molteplici strati di scotch per impedire la ripetuta ed inevitabile apertura a ventaglio del fascicolo. Il risultato fu alquanto discutibile, ma mi armai di matita e gomma e iniziai a scrivere una storia. Qualche mese fa, mi è capitato di riprendere tra le mani quel libricino malconcio e sono rimasta stupita del fatto che, inconsapevolmente, ho inserito nel libro che ho attualmente pubblicato, alcuni personaggi di quella storia, che avevo ormai dimenticato.
Qual è il tuo pubblico ideale?
Un pubblico che ami il fantasy e che sappia cogliere i messaggi e la paradossale vicinanza alla realtà, che si celano tra le righe del romanzo.
Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?
Non ho un luogo ben preciso in cui preferisco scrivere, ma una condizione ideale, data dal silenzio e da un’atmosfera rilassante.
Raccontaci l’emozione del tuo primo libro pubblicato.
Avere tra le mani il risultato finale di tanto lavoro, ha suscitato in me un insieme di emozioni contrastanti, che oscillavano inevitabilmente tra incredulità e gioia. È stato davvero strano avere davanti agli occhi ciò che, fino a poco tempo prima, sembrava un sogno così lontano.
Consigliaci un libro non tuo.
Consiglio “La sedicesima luna” di Kami Garcia e Margaret Stohl, romanzo fantasy che mi è piaciuto molto.
Hai progetti futuri?
Attualmente ho in progetto di lavorare al seguito del mio primo libro, “Un trono per due regni”, con l’obiettivo finale di realizzare una trilogia.
Come nascono i titoli per i tuoi romanzi?
Il titolo “Un trono per due regni” nasce dalla necessità di voler dare al lettore un breve ed accattivante assaggio della trama.
Presentami la tua opera.
“Un trono per due regni” è un libro rivolto a coloro che amano immergersi nell’imprevedibile mondo della fantasia. Racconta l’avvincente storia di due giovani che, nonostante la loro diversa natura, intraprendono una rischiosa lotta contro l’oscurità. È labile il confine che separa il bene e il male, spesso infatti, ciò che intuitivamente si è portati a pensare, si rivela poi un intrigante abbaglio, dal quale si sviluppa un risvolto inaspettato. È una storia che fino all’ultimo istante lascia il lettore col fiato sospeso, offrendogli l’opportunità di veder scorrere vivide dinnanzi agli occhi le immagini delle vicende, caratterizzate da un ricco intreccio. Il racconto è ambientato in un mondo in cui non esiste più un equilibrio, le forze oscure spadroneggiano incontrollate. I poteri dei quattro elementi, ormai affievoliti, aiutano ben poco il popolo della luce che fatica a sopravvivere. Una speranza si accende quando, da un’insolita ed inconsapevole alleanza, si scopre il modo in cui ristabilire l’ordine delle cose. L’affascinante giovane dagli occhi blu e la misteriosa ragazza dalla chioma color rame si ritrovano così insieme, a fronteggiare oscuri segreti del passato ed inaspettate scoperte che riserverà il futuro.
Sei mai stata tentata a mollare tutto?
Ci sono stati momenti difficili, in cui a volte mi sono sentita scoraggiata, ma non c’è stato neanche un solo istante in cui ho pensato di mollare. Nell’inseguire un sogno, è la determinazione a fare la differenza.
Hai un consiglio da dare a coloro che vorranno intraprendere questo percorso?
Chi vuole intraprendere questa tortuosa strada, non deve lasciarsi abbattere dalle difficoltà, ma credere nelle proprie potenzialità. Scrivere non vuol dire accontentare gli altri, ma dar voce ai propri pensieri.
Infine: una frase che ti rappresenta.
“Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi ad esso.” -Mulan
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